{"id":227,"date":"2023-03-25T07:53:12","date_gmt":"2023-03-25T07:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/wordsfly.org\/?p=227"},"modified":"2023-10-06T08:18:21","modified_gmt":"2023-10-06T08:18:21","slug":"il-bouquet-di-violette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wordsfly.org\/it\/2023\/03\/25\/il-bouquet-di-violette\/","title":{"rendered":"Il Bouquet di Violette"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-text-align-right\"><em>Tempo di lettura: 13 minuti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>1 novembre, 1938.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich depose momentaneamente il mazzo di calle e crisantemi vicino alla tomba dei suoi cari nonni, tirandosi poi su le maniche ed inginocchiandosi. Afferrata la spugna dal secchio d\u2019acqua e bicarbonato, si mise a strofinare la lapide marmorea, cercando di non andare contro all\u2019imponente croce in ferro che suo padre aveva installato.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, il cimitero della Collegiata a San Candido \u00e8 caratteristico per le sue pittoresche croci in ferro vicino alla pietra sepolcrale, rendendolo una meta turistica affascinante per gli amanti del gotico. Tuttavia, Erich non si era dimostrato particolarmente contento della scelta del padre; non tanto per la scomodit\u00e0 durante la pulizia della tomba, quanto pi\u00f9 perch\u00e8 gli dava l\u2019idea di rendere i suoi nonni una merce, di non dare il giusto valore a un luogo infestato ormai dagli studenti viziati di Lienz con i quali era in corso all\u2019universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe tombe non sono piedistalli, ma luoghi di culto. I morti si ricordano, non si mettono a recitare su un palco.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era il suo motto, ma il suo rispetto per i defunti non si fermava alle parole. Andava a trovare i suoi parenti sepolti nella sua citt\u00e0 ogni volta che finiva le lezioni e, ogni primo di novembre, prendeva il treno fino a San Candido, di sua spontanea volont\u00e0, per non far cadere nel dimenticatoio i suoi nonni materni: i genitori erano troppo indaffarati con la loro fabbrica di mobili mentre il fratello maggiore studiava in Francia. Lui era l\u2019unico che poteva permettersi un giorno libero per fare un viaggio del genere. Anche se, forse, la loro era solo noncuranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva appena cambiato i vecchi fiori, quando l\u2019atmosfera si fece cupa: la nebbia stava iniziando a fumare tra le croci come ghiaccio secco e la Luna era il riflettore. Erich si sistem\u00f2 le maniche e riprese il suo orologio dalla tasca interna della giacca. Controll\u00f2 l\u2019ora: le sei e un quarto. Era novembre, quindi non si stup\u00ec pi\u00f9 di tanto che iniziasse ad inscurirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la razionalit\u00e0 del suo pensiero, stranamente, non si sentiva a suo agio: la nebbia iniziava a diventare sempre pi\u00f9 fitta e sempre pi\u00f9 bianca, rendendolo suo prigioniero. Non era densa da impedirgli completamente di vedere oltre il suo naso, ma abbastanza da offuscargli la visuale e fargli ghiacciare i nervi.<\/p>\n\n\n\n<p>Rigido come uno dei cadaveri che lo circondavano, indietreggi\u00f2 lentamente fino a trovarsi con le spalle contro il muro della chiesa, percependo del vento freddo sibilare davanti a lui. Gli era sembrato di intravedere una figura nella nebbia: dei lunghi capelli trasparenti che si confondevano con il paesaggio slittavano tra le tombe e poi sparivano; soffiava, volava intorno alle croci, si camuffava con la nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich, dannata curiosit\u00e0 mortale, avvicin\u00f2 il capo per poter comprendere cosa gli si fosse manifestato davanti. Ci volle un po\u2019 prima che i suoi occhi si abituassero, ma, finalmente riusc\u00ec a distinguere quel essere dalla bruma che lo abbracciava: era sulla tomba dei suoi nonni. Lo spirito guardava il secchio che Erich non era riuscito a spostare, poi la lapide, poi la croce. Sembr\u00f2 quasi sospirare quando vide il bel mazzo di calle e crisantemi che Erich aveva comprato. D\u2019un tratto, alz\u00f2 il capo e lo not\u00f2. L\u2019austriaco ritorn\u00f2 spalle al muro, sudando freddo. Lo spirito lo osservava. Questi si avvicin\u00f2 lentamente, senza fretta, permettendo ad Erich di scrutarlo meglio: i boccoli ondeggiavano come un\u2019unica cascata sulle sue spalle; camicia con colletto drappeggiato; pantaloni malconci e scarpe logore; occhi privi di bulbo, al cui posto c\u2019erano due solchi bianchi; naso delicato; niente bocca. Il fantasma si ferm\u00f2 abbastanza distante, quasi come se avesse cura di non spaventarlo. Gli guard\u00f2 le mani, poi gir\u00f2 il capo per guardare nuovamente il secchio, poi di nuovo Erich. Il suo volto si fece terribilmente triste. Fluttu\u00f2 tra le tombe, senza distogliere lo sguardo dall\u2019umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich non capiva. Segu\u00ec i suoi movimenti con gli occhi, fino a quando lo spirito decise di sedersi su una lapide. Nessuno dei due aveva intenzione di interrompere il contatto visivo. Il fantasma incroci\u00f2 le gambe e fece un cenno al ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019austriaco si sent\u00ec gelare il sangue, ma notando intenzione alcuna da parte dell\u2019entit\u00e0 di ferirlo, si allontan\u00f2 lentamente e con cautela dalla sua posizione, pronto a fuggire al primo segnale di pericolo. Arriv\u00f2 a pochi metri dal fantasma, ispezionando che cosa aveva intorno. I suoi occhi caddero naturalmente sulla lapide, se lapide si poteva chiamare quella torretta lasciata in pasto alla natura. Prov\u00f2 a leggervi le incisioni, ma il muschio si era ormai mangiato i solchi dello scalpello e non riusciva a decifrare i caratteri del nome. Si avvicin\u00f2 ancora, incentivato dallo spettro. Erich, tuttavia, ancora non capiva cosa vi fosse scolpito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 la sua tomba, non c\u2019\u00e8 dubbio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Pensava il ragazzo mentre scrostava il muschio con le dita, fino a quando il fantasma non gli port\u00f2 il suo secchio e la sua spazzola, appoggiandoli in parte a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>-Vuoi che ti pulisca la tomba?<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese Erich. Lo spettro fece un gesto affermativo con la testa congiungendo le mani in preghiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich si mise dunque a spazzolare via il muschio, ripulendo il granito sotto lo sguardo incuriosito dell\u2019entit\u00e0. Stranamente, ci mise meno di quello che credeva: erano solo le sette meno dieci. Il fantasma si illumin\u00f2 lievemente ed una bocca comparve sul suo volto.<\/p>\n\n\n\n<p>-Grazie! Grazie infinite, ragazzo! Finalmente posso parlare!<\/p>\n\n\n\n<p>Erich scatt\u00f2 in piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>-Oh, no! Non temere!<\/p>\n\n\n\n<p>Disse lo spettro, tornando a sedersi sulla lapide appena pulita.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non ti voglio fare del male. Volevo solo una mano.<\/p>\n\n\n\n<p>-Be\u2019\u2026prego\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Rispose Erich. Lesse l\u2019epitaffio.<\/p>\n\n\n\n<p>-Florian Rothschild?<\/p>\n\n\n\n<p>-S\u00ec, sono io. Lei come si chiama?<\/p>\n\n\n\n<p>-Erich Moser, ma dammi del tu.<\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>-\u201d1838-1861\u201d. Abbiamo poi la stessa et\u00e0. Certo, se fossi nato anch\u2019io nell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian rise.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sei simpatico, Erich! Come mai non ti ho mai visto? A giudicare dalla cura con cui pulisci le lapidi, sembri pratico.<\/p>\n\n\n\n<p>-Vengo qui ogni anno per ricordare ed onorare i miei nonni. Io, piuttosto, non capisco come abbia fatto a non incrociarti prima, se sei sempre qui.<\/p>\n\n\n\n<p>-Posso palesarmi solo all\u2019orario della mia morte, non prima e non dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Per quanto tempo?<\/p>\n\n\n\n<p>Florian fece spallucce.<\/p>\n\n\n\n<p>-Quanto mi pare, ma sono costretto a sparire prima che il Sole sorga.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich osserv\u00f2 meglio la lapide: nessuna croce enorme come le altre tombe, ma un semplice rettangolo di granito con inciso sopra, molto rudemente, nome; cognome; data di nascita e di morte.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come mai una tomba cos\u00ec? Niente fiori? Niente cero? Te li hanno rubati?<\/p>\n\n\n\n<p>Il fantasma si intrist\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>-La mia tomba \u00e8 sempre stata cos\u00ec. Lasciata all\u2019incuria e al dimenticatoio.<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e8? Hai fatto qualcosa oppure ti \u00e8 successa una disgrazia?<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese Erich incuriosito, sedendosi a gambe incrociate davanti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian sospir\u00f2 ed inizi\u00f2 il suo racconto:<\/p>\n\n\n\n<p>-Sono nato in una delle famiglie pi\u00f9 ricche e rinomate di Vienna. Mia madre mi faceva lezioni di pianoforte e la cosa mi divertiva parecchio, trovandolo anche un metodo alternativo per legare con lei. A sedici anni, mi feci strada nell\u2019ambiente e diventai un popolare pianista. Inizi\u00f2 cos\u00ec la mia carriera: ricevevo incarichi per tutta l\u2019Austria, facendo solo aumentare il patrimonio e la fama dei Rothschild, girando il paese e l\u2019Europa grazie al mio talento. I primi anni, la fama sembra meravigliosa: hai i soldi per fare quello che vuoi, ti invitano agli eventi pi\u00f9 esclusivi, mangi caviale e champagne almeno una volta al giorno, hai una folla di persone disposte a degradarsi per un ballo con te o a dare la vita per un bacio. Pi\u00f9 il tempo passa, tuttavia, pi\u00f9 diventa un morbo che si espande dentro il tuo cervello e quello dei tuoi cari, deviandoti dai tuoi ideali e dalla moralit\u00e0. Iniziai a detestare il pianoforte e quella vita: l\u2019esercizio fino al collasso, la finta premura delle persone, la sensazione di essere diventato un prodotto su uno scaffale per ricchi desidersi di mostrare che sono pi\u00f9 colti o pi\u00f9 alla moda di altri. La mia famiglia progettava la mia vita: con chi dovevo uscire e da chi dovevo allontanarmi, cosa dire e come parlare, come vestirmi e che tono utilizzare per \u201cmantenere lo status\u201d ed evitare di \u201ccrollare nel degrado e nella miseria\u201d. Tutto ci\u00f2 mi schiacciava, divorava, dilaniava. Fortunatamente, un giorno, mentre cercavo dei nuovi spartiti in una libreria, i miei occhi caddero su un libro diverso da qualsiasi altro libro che io avessi mai letto: un manuale di botanica e florigrafia. Mi innamorai perdutamente di quel nuovo e meraviglioso linguaggio, della sua delicatezza e della sua purezza. I bouquet che mi donavano finiti gli spettacoli erano diventati oro, la mia stanza si era riempita di colori e del pianoforte non mi importava pi\u00f9 nulla. Le mani che prima accarezzavano l\u2019avorio, ora toccavano la ricca terra ed i delicati steli delle penose calendule o dei benevoli giacinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian guard\u00f2 la tomba dei nonni di Erich ed osserv\u00f2 i fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>-Calle: vita eterna. Crisantemo: regalit\u00e0. Auguri il meglio a quei defunti.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sono i genitori di mia madre, certo che auguro a loro il meglio! Procedi per\u00f2, non mi lasciare a met\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>-Certamente! Perdonami, Erich.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian sospir\u00f2 e soddisf\u00f2 la richiesta del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come ti dicevo, la botanica e la florigrafia diventarono il mio principale interesse e ci\u00f2 non piacque affatto ai miei genitori. Continuavano a caricare e caricare e caricare quel mulo da soma che ormai era all\u2019estremo, pensando che cos\u00ec non avrebbe pensato pi\u00f9 ai freschi ruscelli e all\u2019erba tenera, ma si sbagliavano: la schiena del mulo si spezz\u00f2. Annunciai, finito l\u2019ultimo concerto della mia tourn\u00e9e a Praga, che lasciavo il pianoforte. Fu uno scandalo: i miei erano furiosi e i giornali non parlarono d\u2019altro per dei mesi fino alla nascita del prossimo prodigio. Avevo sporcato il loro buon nome ed entrambi mi rinnegarono come figlio per la mia \u201cazione sconsiderata da viziato\u201d. Mi tolsero i soldi che avevo guadagnato suonando il piano e diedero un ultimatum di tre giorni per prendere le mie cose e andarmene da quella casa, per non tornarci pi\u00f9. Per me, fu un colpo al cuore. Fui costretto a vendere i miei fiori ed alcuni libri per guadagnarmi abbastanza da permettermi di sostare per un po\u2019 in una locanda, ma i soldi non durarono a lungo e dovetti cambiarne svariate, fino a dover vivere per strada. Aspetto e corpo rimasero dalla mia parte, cos\u00ec qualche spicciolo riuscivo a guadagnarlo chiedendo la carit\u00e0 e mi vendevo ai lavori pi\u00f9 degradanti possibili in cambio di un pezzo di pane secco e un bicchiere di vino, rischiando ogni giorno la morte per stenti e perdendo sempre di pi\u00f9 il decoro al quale tanto ero stato costretto a tenere prima della mia disgrazia. Ho subito di tutto in quegli anni: malattie dalle quali sono guarito solo grazie alla piet\u00e0 di alcuni, fughe ansiogene per aver commesso l\u2019orribile crimine di voler dormire in un determinato luogo oppure aver chiesto l\u2019elemosina alla persona sbagliata; il mio corpo era ed \u00e8 tutt\u2019ora pieno di segni di ogni tipo, marchi indelebili della crudelt\u00e0 umana su chi non reputa degno di alcun bene. Solo i fiori mi erano rimasti compagni. Cercavo di trovarmi da dormire nei parchi per avere il conforto di qualche margherita o tarassaco; se mi andava bene riuscivo a trovare anche qualche violetta, il mio fiore preferito. Purezza, innocenza, profondit\u00e0; tutto questo in una piccola piantina viola, con i petali fragili come il vetro. Esiste forse fiore pi\u00f9 bello?<\/p>\n\n\n\n<p>Florian sospir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>-Perdona la mia ultima digressione, Erich.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non chiedere scusa, mi interessava.<\/p>\n\n\n\n<p>-Davvero?<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese il fantasma, abbozzando un sorriso speranzoso.<\/p>\n\n\n\n<p>-Certamente! Questo secolo schifa la delicatezza e la passione, ma io non sono la mia epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>-Si vede. Sembri capirmi fin troppo bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>-La natura del mio tempo mi \u00e8 matrigna; ormai la nostra generatrice \u00e8 morta.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian scese dalla sua tomba e si mise al suo pari.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come sei arrivato a San Candido?<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese Erich, guardandolo con interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>-Incontrai per caso il becchino di questo cimitero, venuto a Vienna per fare delle compere. Mi offr\u00ec di lavorare per lui come garzone in cambio di vitto, alloggio ed una piccola paga. Diceva che gli piacevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispose Florian, abbracciandosi il petto.<\/p>\n\n\n\n<p>-Era pi\u00f9 leggero e meno umiliante dei miei lavori precedenti, ma mi costringeva ad allontanarmi da Vienna, la mia citt\u00e0 natale. Non ero felice, anche se mi ero distanziato da coloro che mi maltrattavano e usavano alla prima occasione. Il becchino non si era dimostrato tanto diverso da quelli. Mi fece scavare fosse; smembrare cadaveri per fare spazio ad altri rubando a loro gli abiti; distruggere le bare dei corpi dilaniati per avere della legna da vendere. Poi c\u2019era un odore terribile, cos\u00ec forte e pungente che, in confronto, un pozzo nero sapeva di acqua di rose. Vomitai parecchie volte e mi capit\u00f2 addirittura di svenire dal tanfo disgustoso, ma il mio capo non fece pi\u00f9 del minimo indispensabile per evitare di perdere un valido garzone. Si capiva che non teneva davvero a me. Ero solo un suo dipendente, un pupazzo di paglia e porcellana bianca con il quale poteva giocare come voleva perch\u00e9, tanto, non ci sarebbero state conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e8 non ti sei ribellato?<\/p>\n\n\n\n<p>Delle pseudo-lacrime riempirono le palpebre vuote di Florian.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non volevo morire di fame. Non potevo tornare al freddo della strada. Sopportai per mero spirito di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich prov\u00f2 a toccare la spalla dello spettro, ma gli si sporc\u00f2 la mano di muco.<\/p>\n\n\n\n<p>-Apprezzo lo stesso il tuo gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Disse Florian, asciugandosi le lacrime col braccio e sorridendo dolcemente all\u2019austriaco. Si alz\u00f2 in piedi e si avvicin\u00f2 al porticato passando attraverso le lapidi, seguito dal curioso Erich. Guard\u00f2 in terra.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sono morto esattamente qui, durante un inverno gelido.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tocc\u00f2 la gola.<\/p>\n\n\n\n<p>-Mentre spazzavo via la neve, una stalattite di ghiaccio croll\u00f2 e mi trafisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Erich storse il naso.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non ti credo.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian si gir\u00f2 a guardarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come mai?<\/p>\n\n\n\n<p>-Perch\u00e8 non ti sei spostato?<\/p>\n\n\n\n<p>Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettro fece spallucce.<\/p>\n\n\n\n<p>-Che senso aveva? Non avevo nessuno, ero maltrattato ed il mio sogno era ormai morto. Speravo che, almeno cos\u00ec, avrei potuto avere il conforto dei fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spirito sospir\u00f2 sofferente, guardando con dolore la sua tomba.<\/p>\n\n\n\n<p>-Invece, dato che il giorno successivo era ritornato il sole, il ghiaccio si sciolse ed il becchin\u00f2 pens\u00f2 che fu un ladro ad uccidermi. Mi incise l\u2019epitaffio su una lastra scartata, poi mi abbandon\u00f2 in quel fosso che chiamar tomba \u00e8 un complimento. Almeno ebbe l&#8217;accortezza di lasciarmi i vestiti addosso. Neanche in morte sarei riuscito a stare con i miei amati. Tutti si scordarono di me, divenni l\u2019ennesimo escluso del mio secolo, abbandonato a questo continuo limbo che mi lega, ancora in parte, alla terra che tanto mi ha ripudiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad Erich pianse il cuore. Non c\u2019\u00e8 cosa pi\u00f9 terribile di un defunto ignorato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli caddero gli occhi su un cespuglio poco distante, percependo una piccola macchia di colore tra le foglie. Si precipit\u00f2 a controllare, ignorando il \u201ccosa fai?\u201d di Florian e scavando tra i rami. Ormai aveva la testa e le braccia completamente nel cespuglio, ma finalmente fuoriusc\u00ec col suo bottino: un bel bouquet di violette, con le radici ancora attaccate allo stelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spost\u00f2 verso la tomba di Florian e mosse delicatamente la terra per piantarvici i fiori, innaffiandolo con l\u2019acqua del secchio utilizzato in precedenza.<\/p>\n\n\n\n<p>-Nessuno merita l\u2019alienazione, nemmeno il pi\u00f9 insignificante degli esseri umani. Che questi fiori possano esserti da coperta per il tuo eterno sonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Florian si commosse. Il suo plasma divenne brillante, illuminando il cimitero con la sua gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si gett\u00f2 addosso ad Erich, riempiendogli i vestiti ed il volto di muco.<\/p>\n\n\n\n<p>-Che Dio ti benedica, Erich! Mio salvatore!<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo s\u00ec pul\u00ec velocemente le labbra e le guance con la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>-Non sono il Messia, ma un futuro filosofo. Tuttavia, se tu vorrai definirmi \u201camico\u201d, accolgo e ricambio con gioia l\u2019epiteto.<\/p>\n\n\n\n<p>-Amico! Amico mio! Da quanto non chiamavo qualcuno cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettro torn\u00f2 a donare al nuovo amico tutto l\u2019affetto che teneva dentro di s\u00e9. Erich prov\u00f2 a stringere a sua volta Florian, ma spesso il suo corpo scivolava in mezzo a l&#8217;ectoplasma e si ritrov\u00f2 coperto di viscidume da capo a piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si scroll\u00f2 i vestiti e lesse l\u2019orologio.<\/p>\n\n\n\n<p>-Sono gi\u00e0 le sette e un quarto? Maledizione, ho il treno tra poco!<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 Florian sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>-Ti ritrover\u00f2 quando torner\u00f2?<\/p>\n\n\n\n<p>Florian sorrise a sua volta.<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi hai liberato, il mio limbo \u00e8 terminato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto dell\u2019austriaco si spense.<\/p>\n\n\n\n<p>-Tuttavia, -continu\u00f2 lo spirito- come ogni fantasma, sono e sar\u00f2 per sempre collegato alla mia tomba. Anche se non riuscirai pi\u00f9 a vedermi, sar\u00f2 sempre vicino a te, mio caro Erich. Sar\u00f2 in quel epitaffio, in quella terra, in quei fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli occhi di Erich si fecero lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p>-Allora addio, Florian.<\/p>\n\n\n\n<p>-Addio, amico mio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si scambiarono un ultimo sorriso, prima di sparire entrambi nella nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno dopo, Erich ritorn\u00f2 a San Candido trasportando non soltanto i soliti fiori, ma anche un pesante cartone allungato. Dopo aver compiuto la solita dolce routine per i suoi nonni, si mise alla ricerca della tomba di Florian.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo volto si illumin\u00f2: le violette si erano riprodotte, creando un manto viola lungo tutta la terra sopra al cadavere. Pul\u00ec la lapide; accese il cero; don\u00f2 all\u2019amico un mazzo di agrimonie, glicini e gigli bianchi; apr\u00ec il pacco e sistem\u00f2 con fatica l\u2019oggetto. Si era dovuto ricredere, le imponenti croci di ferro erano proprio belle.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">Ti \u00e8 piaciuto? 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