{"id":427,"date":"2023-05-11T08:40:52","date_gmt":"2023-05-11T08:40:52","guid":{"rendered":"https:\/\/wordsfly.org\/?p=427"},"modified":"2023-06-23T20:22:11","modified_gmt":"2023-06-23T20:22:11","slug":"dialogo-sullinutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wordsfly.org\/it\/2023\/05\/11\/dialogo-sullinutile\/","title":{"rendered":"Dialogo sull&#8217;Inutile"},"content":{"rendered":"\n<p><em>1. Ha senso solo ci\u00f2 che serve, oppure no?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L- Ciao, come va?<br>F- Abbastanza bene. E tu come stai?<br>L- Bene, in questo periodo c\u2019\u00e8 un sacco di lavoro da fare! Tu invece continui a studiare filosofia?<br>F- S\u00ec, ora sto riflettendo sulla Metafisica di Aristotele<br>L- Mah, a me proprio non interessa: non ho mai capito a cosa serva filosofare!<br>F- Ah, la risposta \u00e8 facile: non serve proprio a nulla!!<br>L- E allora perch\u00e9 ci sprechi tanto tempo?<br>F- Proprio perch\u00e9 non serve a nulla, \u00e8 inutile!<br>L- Ah, bella risposta da filosofo! E di che vivi? Mangiaci con la tua filosofia!<br>F- Ma io mica devo mangiarci con la filosofia: per mangiare serve il lavoro.<br>L- Appunto, vedi che bisogna fare cose che servono, e quelle che non servono non hanno senso?<br>F- Ma guarda che se si fanno solo cose che servono, nulla ha senso!<br>L- In che senso?<br>F- Nel senso che dici tu!<br>L- Ovvero?<br>F- Allora, vediamo che succede se si fanno solo cose che servono, ovvero che sono utili.<br>L- Va bene, vediamo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><em>2. Se tutto \u00e8 utile, tutto \u00e8 \u201cinutile\u201d e senza senso: studiare per lavorare per guadagnare&#8230;<\/em>[1]<em><br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Diciamo che qualcosa \u00e8 utile se e solo se serve a qualcosa. Potremo dire in generale che A \u00e8 utile<br>se e solo se serve a un certo B. La scrivo cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u00e8 utile = serve a un certo B<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Se mi permetti uso dei simboletti che mi piacciono tanto e che alle volte sono utili (accidenti questa<br>utilit\u00e0!). Allora \u201cA serve a B\u201d o, che \u00e8 lo stesso, \u201cA \u00e8 utile a B\u201d[2], la riscrivo cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Va bene. Per\u00f2 prova a essere concreto!<br>F- Giusto. Allora diciamo ad esempio che un coltello \u00e8 utile perch\u00e9 serve per tagliare carne anche se<br>non serve per scavare la terra. In generale nessun oggetto (A) \u00e8 mai assolutamente utile o inutile,<br>ma lo \u00e8 sempre relativamente a un certo qualcosa (B)[3].<br>L- Sei partito molto chiaro! Per\u00f2 utili o inutili si dicono anche delle azioni<br>F- Certo, e direi soprattutto! Oggi ad esempio diciamo che studiare (A) serve per poi lavorare (B):<br>oggi il problema educativo \u00e8 soprattutto quello di far entrare i giovani nel mondo del lavoro, mi<br>pare.<br>1 La tematica del paragrafo \u00e8 analizzata anche nel saggio di Giuseppe Barzaghi in questo volume.<br>2 In questa terminologia un \u201cservo inutile\u201d risulta essere espressione problematica, su cui indaga Bennati nel presente<br>volume.<br>3 Nel suo saggio Giovanna Caselgrandi mostra ad esempio che una mappa medievale \u00e8 inutile per orientarsi ma utile per<br>conoscere la storia del creato.L- Esempio corretto, lo accetto. Per\u00f2 magari c\u2019\u00e8 qualcuno che studia quando \u00e8 gi\u00e0 in pensione.<br>F- S\u00ec, non nego questo: il motivo B per cui uno fa A pu\u00f2 anch\u2019esso relativo e variabile da persona a<br>persona. L\u2019esempio dello studio \u00e8 appunto solo un esempio, per quanto sia una tendenza<br>dominante.<br>L- Va bene, allora procediamo.<br>F- Ora, riprendendo il discorso generale. Se ha senso fare solo ci\u00f2 che \u00e8 utile, B deve pure essere utile<br>per qualcosa, per cui diciamo che B \u00e8 utile a C:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Ci sta! Direi che potremmo dire che lavorare (B) serve per guadagnare.<br>F- Ottimo! E potremmo anche dire che, poich\u00e9 studiare serve per lavorare e lavorare per guadagnare,<br>allora studiare serve per guadagnare ovvero: se A serve a B e B serve a C, allora A serve a C:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>Se (A \u2192 B \u2192 C) allora (A \u2192 C)<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- S\u00ec, ci sta!<br>F- Bene. Ora, essendo tutto utile, anche guadagnare deve servire a qualcosa.<br>L- Certo, non si guadagna per guadagnare, ma per poter fare ci\u00f2 che si vuole.<br>F- Stavolta sei tu che sei vago.<br>L- Va bene: diciamo che guadagnare serve per mettere su una famiglia.<br>L- Ok: mettere su una famiglia lo potremmo indicare con D<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Benissimo. E metter su famiglia a che serve?<br>L- Potremmo dire che serve a fare dei figli. Chiamalo pure E<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D \u2192 E<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- E fare dei figli a che serve?<br>L- Ah adesso ho capito il tuo giochetto. Dai, se andiamo avanti cos\u00ec non finiamo pi\u00f9, non ha senso<br>questo discorso.<br>F- Appunto, non ha senso, come ti dicevo: se tutto \u00e8 utile nulla ha senso. Si potrebbe quasi dire che<br>se tutto \u00e8 utile, l\u2019utile diventa \u201cinutile\u201d![4] Sono contento che ci siamo intesi. Nella nostra catena ci<br>metto quindi un bell\u2019 \u201ceccetera\u201d alla fine e la finiamo qui:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D \u2192 E \u2192 ecc&#8230;<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>3. L\u2019utile per l\u2019utile non ha senso: studiare per lavorare per guadagnare per studiare<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Aspetta, pian piano, cos\u00ec mi freghi: io potrei dire che invece un senso c\u2019\u00e8, anche se tutto \u00e8 utile.<br>F- In che senso?<br>L- Guarda, studiare serve per lavorare, che serve per guadagnare, che serve per avere una famiglia,<br>che serve per fare dei figli che poi di nuovo vanno a studiare (A) e il ciclo si chiude! Ti ho fregato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D \u2192 E\u2193<br>\u2191\u2190\u2190\u2190\u2190\u2190\u2190\u2190\u2190\u2190<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Ah ho capito. E ti sembra che abbia un senso?<br>L- A me s\u00ec, eccome!<br>F- Guarda che detta cos\u00ec, studiare serve per lavorare, ma \u00e8 anche vero che lavorare serve per studiare<br>L- Ovvero?<br>F- Me lo hai detto tu prima: se A serve a B e B a C, allora A serve a C, non ricordi? Questo vale per<br>tutta la serie, per cui siccome mettere su famiglia serve a studiare, togli C, D, E F e ti vien fuori<br>che studiare serve per lavorare (A \u2192 B) e lavorare serve per studiare (B \u2192 A):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2193<br>\u2191\u2190\u2190\u2190<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><em>4. L\u2019utile per il sempre pi\u00f9 utile non ha senso: lavorare per guadagnare sempre di pi\u00f9<\/em> [5]<em><br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Ah, cavolo \u00e8 vero. Per\u00f2, un momento! E se io ti dicessi che studiare serve per lavorare e lavorare<br>serve per guadagnare (C) sempre di pi\u00f9 e basta? Lo indico cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br><em>A \u2192 B \u2192 C+<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Eh, purtroppo non basta: \u00e8 quel \u201csempre pi\u00f9\u201d che ti rovina?<br>L- E perch\u00e9?<br>F- Perch\u00e9 se vuoi guadagnare sempre di pi\u00f9, una volta che hai guadagnato di pi\u00f9, poi devi tornare a<br>lavorare di pi\u00f9 per guadagnare ancora di pi\u00f9, e cos\u00ec via senza una fine. In fondo, \u00e8 un po\u2019 come<br>chi studia (A) per fare l\u2019imprenditore (B) per fare sempre pi\u00f9 utili (C), che poi reinveste<br>nell\u2019impresa, e lavora sempre di pi\u00f9 per crescere sempre di pi\u00f9: vedi, la situazione non \u00e8 molto<br>diversa da prima<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C+ \u2193<br>\u2191 \u2190\u2190\u2190<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Mi sa che hai ragione, anche questo non ha un gran senso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>5. L\u2019inutile \u00e8 libero, gratuito e d\u00e0 senso all\u2019utile<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Appunto. Per questo serve qualcosa che non serve.<br>L- Dici? A me non sembra proprio.<br>F- E allora proviamo a capire meglio la questione. Se usiamo i nostri bei simboli, basta mettere alla<br>fine della catena di ci\u00f2 che serve un qualcosa che non serve, che quindi \u00e8 un fine ed \u00e8 libero, ovvero<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D \u2192 E \u2192 &#8230; \u2192 Z<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Ah mi vuoi dire che Z non serve, ovvero non \u00e8 utile, per cui \u00e8 un fine (perch\u00e9 \u00e8 alla fine della<br>catena) ed \u00e8 libero (perch\u00e9 non serve nessuno)?<br>F- Esatto. E guarda bene: solo se Z non serve, tutto ci\u00f2 che \u00e8 utile ha un senso ovvero ha una direzione,<br>che \u00e8 Z stesso. Cos\u00ec l\u2019inutile \u00e8 necessario per dare un senso all\u2019utile![6]<br>L- Accidenti \u00e8 vero!<br>F- Certo che ci sta. E poi guarda ancora: se Z non lo si fa per altro, ovvero non lo si fa per avere un<br>profitto (se no servirebbe al profitto), si pu\u00f2 dire che lo si fa gratuitamente. Che paradosso: solo il<br>gratuito d\u00e0 senso al profittevole.[7]<br>L- Mmmmm, mi sembra che ci stia anche questo. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un problema!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>6. L\u2019inutile fine a s\u00e9 stesso<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- Ovvero<br>L- Z potrebbe avere un freccetta che punta direttamente su s\u00e9 stesso, e quindi servire a qualcosa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br><em>A \u2192 B \u2192 C \u2192 D \u2192 E \u2192 &#8230; \u2192 Z<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mi sa che ti ho fregato!<br>F- Ma no, anzi condivido quello che dici: abbiamo fatto un passo avanti. In questo modo Z \u00e8 infatti<br>un fine, ma serve a s\u00e9 stesso, per cui \u00e8 fine a s\u00e9 stesso, e quindi resta ancor pi\u00f9 libero e gratuito!<br>L- Ma che vuol dire poi \u201cfine a s\u00e9 stesso\u201d?<br>F- Si potrebbe dire che qualcosa \u00e8 fine a s\u00e9 stesso se, mentre lo fai, \u00e8 talmente bello farlo che non<br>desideri altro che farlo ancora.<br>L- Mamma mia, che confusione ho in testa.<br>F- Ma no, guarda che \u00e8 tutto molto chiaro. Proviamo a riassumere quanto detto in modo schematico:<br><em>1) Qualcosa \u00e8 utile se serve a qualcos\u2019altro.<\/em> Ad esempio A \u00e8 utile perch\u00e9 serve a B. Se per\u00f2 tutto<br>\u00e8 utile, allora l\u2019utile non ha senso e in questo senso pu\u00f2 dirsi \u201cinutile\u201d.<br><em>2) Qualcosa \u00e8 inutile se non serve a qualcos\u2019altro, per cui \u00e8 libero, gratuito ed \u00e8 fine.<\/em> \u00c8 il caso di<br>Z, che pu\u00f2:<br>&#8211; <em>non servire a s\u00e9 stesso<\/em>: \u00e8 Z senza freccetta dopo;<br>&#8211; <em>servire a s\u00e9 stesso<\/em>: \u00e8 Z con la freccetta su di s\u00e9. Questo \u00e8 l\u2019inutile in senso pieno.<br>L- D\u2019accordo, in effetti \u00e8 uno schemino chiaro. Per\u00f2 resta un discorso troppo astratto, slegato dalla<br>vita concreta. Z proprio non capisco cosa possa essere!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>7. L\u2019inutile non fine a s\u00e9 stesso: spostarsi<\/em> [8]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br>F- Qui hai ragione: bisogna provare fare degli esempi concreti, come dici tu, perch\u00e9 solo cos\u00ec si<br>capiscono davvero le cose. Quindi, se mi permetti, ti chiedo alcune cose per provare a trovare il<br>nostro \u201cZ\u201d e vediamo che succede. Allora, nella vita si fanno cose pi\u00f9 volentieri di altre, giusto?<br>L- Giusto.<br>F- Allora dimmi un\u2019attivit\u00e0 che fai volentieri.<br>L- Beh ti spiazzo subito. A me il mio lavoro piace e quindi lo faccio volentieri<br>F- Ottimo! E perch\u00e9 dovresti spiazzarmi, mica \u00e8 male lavorare. Per\u00f2 ti faccio una domanda semplice:<br>tu lavoreresti senza guadagnare nulla?<br>L- Ma che discorso, certo che no! Te l\u2019ho detto prima che lavoro per guadagnare.<br>F- E allora il lavoro non pu\u00f2 esser Z.<br>L- Ah giusto, il lavoro serve per guadagnare, te lo avevo concesso prima. Comunque, ora che ci<br>penso, mi sa che Z sia una gran cavolata, perch\u00e9 cosi qualsiasi cosa fatta tanto per farla, solo perch\u00e9<br>ci va di sprecare dell\u2019energia e senza scopo ulteriore, pu\u00f2 essere Z. Ad esempio, ora io alzo la<br>gamba e faccio un passo in avanti.<br>F- E perch\u00e9 lo fai?<br>L- Cos\u00ec, perch\u00e9 mi va, non c\u2019\u00e8 un perch\u00e9, non serve a nulla e quindi \u00e8 sono gesti completamente<br>inutili, un vero spreco [9] e dispendio di tempo e energia!<br>F- Molto, molto bene. S\u00ec, l\u2019inutile pu\u00f2 avere anche questo aspetto: essere un puro dispendio, un gesto<br>\u201cgratuito\u201d (in senso negativo) che non dice n\u00e9 produce nulla di significativo. Il tuo spostarti \u00e8<br>proprio cos\u00ec.<br>L. Potremmo quindi dire che \u00e8 fine a s\u00e9 stesso.<br>F- Eh, no!<br>L- E perch\u00e9?<br>F- Non mi dire che mentre ti sposti non desideri altro che spostarti! Se cos\u00ec fosse continueresti a<br>spostarti, in uno spostamento senza fine, come \u00e8 il lavoro per lo studio&#8230; e la crescita per la<br>crescita?<br>L- No, in effetti mi sposto solo perch\u00e9 mi va, non per il gusto di spostarsi.<br>F- Ma abbiamo detto che fine a s\u00e9 stessa \u00e8 quell\u2019azione che mentre lo fai non desideri altro che<br>continuare a farla.<br>L- \u00c8 vero, devo darti ragione. Per\u00f2 in italiano \u201cfine a se stesso\u201d significa proprio un qualcosa fatto<br>senza ulteriore motivazione&#8230;<br>F- \u00c8 vero, per\u00f2 se ci rifletti vedi che sono cose ben diverse. Guarda sopra: il tuo spostarsi \u00e8 come Z<br>senza freccia su di s\u00e9, mentre una cosa che \u00e8 inutile ed \u00e8 anche fine a s\u00e9 stessa \u00e8 Z con la freccia<br>su di s\u00e9.<br>L- Ah, ora ho capito a cosa ti riferivi. Per\u00f2 ancora questo inutile fine a s\u00e9 stesso resta ancora una<br>parola vuota.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>8. Inutilit\u00e0 e piacere: bere l\u2019Amarone<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br>F- E allora proviamo con altri esempi. Dimmi un\u2019altra cosa che fai volentieri.<br>L- Bere un buon bicchiere di vino, diciamo un calice di Amarone.<br>F- Ottima scelta! Ora, siccome l\u2019Amarone \u00e8 un vino rosso, presumo sia ottimo con la carne<br>L- S\u00ec.<br>F- Quindi potremmo dire che per gustartelo appieno, tu organizzi un pasto in cui il primo e il secondo<br>servono a farti gustare meglio quel vino, per cui il bere un calice di Amarone \u00e8 il fine del pasto.<br>L- S\u00ec, e quindi abbiamo finito: bere \u00e8 fine a s\u00e9 stesso perch\u00e9 mentre bevi provi grande soddisfazione.<br>Si pu\u00f2 quasi dire che si beve per bere.<br>F- Hai detto bene: \u201cquasi\u201d.<br>L- Ovvero?<br>F- Scusa ma lo hai detto tu che bere l\u2019Amarone ti piace.<br>L- Certo!<br>F- Ma allora bere l\u2019Amarone serve per provare il piacere di bere l\u2019Amarone, per cui serve a qualcosa,<br>e quindi non \u00e8 Z.<br>L- Ah vabb\u00e8 sei molto sottile, ma se quel piacere lo provi proprio mentre bevi, le due cose coincidono.<br>F- No, non coincidono<br>L- E perch\u00e9?<br>F- \u00c8 semplice. Se tu perdessi il senso del gusto, bere l\u2019Amarone lo riterresti tanto meglio che bere<br>dell\u2019acqua?<br>L- Certo che no, direi anzi il contrario, visto il costo dell\u2019Amarone rispetto all\u2019acqua!<br>F- E quindi bere un bicchiere d\u2019Amarone senza il piacere che produce col suo gusto, sono cose<br>diverse. Per cui l\u2019Amarone lo bevi volentieri solo perch\u00e9 serve a provarne il suo piacevolissimo<br>gusto particolare.<br>L- Accidenti, hai ragione. Quindi nemmeno il bere l\u2019Amarone \u00e8 un inutile fine a s\u00e9 stesso, perch\u00e9<br>serve a provare un particolare piacere. Proviamo allora con un altro caso.<br>F- Va bene, ma guarda che con l\u2019Amarone ci siamo molto avvicinati al Z fine a s\u00e9 stesso.<br>L- Dici?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>9. Inutilit\u00e0 e felicit\u00e0: parlare con gli amici<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">F- S\u00ec, perch\u00e9 in fondo usare le posate (A) per mangiare della buona carne (B) bevendo del buon vino<br>(C), di solito serve a trascorrere una bella serata a chiacchierare con gli amici, giusto?<br>L- S\u00ec, certo.<br>F- E allora forse il parlare con gli amici \u00e8 il nostro Z fine a s\u00e9 stesso:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>A \u2192 B \u2192 C \u2192 Z &lt;&#8211;&gt; Z<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Dici? Secondo me no.<br>F- E perch\u00e9?<br>L- Perch\u00e9 si pu\u00f2 dire che il parlare con gli amici serve per provare il piacere di parlare con gli amici,<br>proprio come il lavoro serve per il guadagno e bere il vino serve per provare piacere del vino. Per<br>cui l\u2019inutile parlare con gli amici \u00e8 utile per provare piacere: una bella contraddizione!10<br>F- Guarda che non \u00e8 cos\u00ec!<br>L- Ovvero, che vuoi dire?<br>F- Voglio dire che \u00e8 vero che parlare con gli amici ha un aspetto di piacere perch\u00e9 porta sempre con<br>s\u00e9 una dimensione piacevole; per\u00f2 non serve per provare quel piacere.<br>L- Alt! Perch\u00e9 dici \u201csempre\u201d? Io potrei passare una sera chiacchierando con gli amici annoiandomi a<br>morte!<br>F- Guarda, allora non sono dei veri amici!<br>L- Va bene, te lo concedo. Allora ammettiamo che parlare con gli amici produca quel piacere di stare<br>con gli amici il quale non si pu\u00f2 avere se non si sta con gli amici. Per\u00f2 il fine a s\u00e9 stesso mica lo<br>vedo ancora.<br>F- Eppure c\u2019\u00e8! Infatti non \u00e8 forse vero che mentre stai con gli amici, ci stai talmente bene che non<br>vuoi altro che stare con gli amici?<br>L- Certo!<br>F- E dunque lo stesso stare con gli amici \u00e8 il fine del tuo agire, che \u00e8 appunto stare con gli amici, per cui \u00e8 fine a s\u00e9 stesso. L\u2019agire in alcuni casi \u00e8 esso stesso il fine dell\u2019agire, \u00e8 il fine stesso: e in<br>questi casi si \u00e8 felici.<br>L- E che c\u2019entra la felicit\u00e0?<br>F- C\u2019entra eccome. La felicit\u00e0 \u00e8 raggiungere il fine, e se il fine \u00e8 un agire fine a s\u00e9 stesso, allora<br>mentre compi questa azione vuoi come fine compiere questa azione: fare quell\u2019azione si identifica<br>col raggiungere il fine di quell\u2019azione, per cui farla \u00e8 raggiungere il fine, che \u00e8 appunto la felicit\u00e0.<br>L- Ah quindi quello stare con gli amici che non ha altro fine, \u00e8 fine a s\u00e9 stesso e mentre ci stai<br>raggiungi il fine e quindi sei felice.<br>F- Esatto!<br>L- Va bene, per\u00f2 questo \u00e8 anche piacevole: l\u2019abbiamo detto sopra.<br>F- Certo, ci mancherebbe.<br>L- E quindi potrei dire che se non ci fosse quel piacere, non riterrei pi\u00f9 cos\u00ec bello parlare con gli<br>amici. Se, ad esempio, fossi sordo, mi annoierei, cos\u00ec come non mi piacerebbe bere dell\u2019Amarone<br>senza gusto.<br>F- Ma scusa, se sei sordo mica parli con gli amici n\u00e9 con nessuno: parlare implica dire e ascoltare.<br>L- Accidenti, hai ragione.<br>F. Quindi ridiciamo tutto in fila: parlare con gli amici ti fa essere felice e ti piace. E quando parli con<br>gli amici, siccome mentre lo fai sei felice, non vuoi altro (se no non saresti felice) e quindi desideri<br>che dopo il parlare con gli amici ci fosse ancora il parlare con gli amici. Il felice e piacevole parlare<br>con gli amici non serve ad altro che a s\u00e9 stesso per cui \u00e8 inutile, fine a s\u00e9 stesso, gratuito e libero!<br>L- Accidenti, che crampi alla testa? Non potresti spiegarmelo meglio con un disegnino, che mi era<br>piaciuto.<br>F- Ok, provo a fare un altro schema usando uno Z verde che ho ottenuto da uno Z blu aggiungendoci<br>del giallo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><br>Z = Z + O (giallo)<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Vedi, il parlare con gli amici \u00e8 Z verde, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 particolare (Z blu) la quale porta<br>sempre con s\u00e9 il piacere conseguente (il giallo), cos\u00ec come il verde ha sempre in s\u00e9 il blu e il giallo,<br>altrimenti non sarebbe verde.<br>L- Va bene, per\u00f2 io potrei parlare con gli amici solo perch\u00e9 questo mi serve, \u00e8 utile, a provare piacere:<br>insomma a me interessa il giallo!<br>F- Ma non ti accorgi che se fai cos\u00ec distruggi questa attivit\u00e0? Il giallo separato da Z verde rende Z<br>non verde e da solo e non \u00e8 nemmeno un\u2019attivit\u00e0 (non \u00e8 una lettera). Invece il parlare con gli amici<br>(Z verde), se praticato per s\u00e9 stesso \u00e8 un\u2019esperienza non scomponibile che ha sempre con s\u00e9 quel<br>piacere che non potresti ottenere se mirassi solo a quello, ovvero al giallo. Insomma il piacere (il<br>giallo) di parlare con gli amici lo provi solo parlando con gli amici (Z verde). E che Z verde sia un<br>fine a s\u00e9 stesso lo possiamo raffigurare nel solito modo, mettendolo alla fine di una catena di azioni<br>(gustarsi primi, secondi e vino), e affiancandogli una freccia su s\u00e9 stesso:<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">A \u2192 B \u2192 C \u2192 Z(verde) <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><br><em>10. Conclusione: La montagna e la filosofia<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L- Oh, sai che mi pare di capire? Provo a riassumere tutto. Intanto diciamo che:<br>&#8211; fine \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 per s\u00e9 e quindi non \u00e8 per altro, ovvero non serve un altro da s\u00e9.<br>&#8211; utile \u00e8 qualcosa che serve a qualcosa di diverso da s\u00e9. Per cui si dir\u00e0 che A \u00e8 utile per (o inutile<br>per) B a seconda dei casi (un coltello \u00e8 utile per tagliare e inutile per scavare: par.2).<br>&#8211; inoltre diremo che qualcosa ha un fine se \u00e8 in una serie di cose utili che termina a un fine (vedi<br>sotto 2.1). Cos\u00ec abbiamo che:1- Inutile in senso pieno \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 fine a se stesso (\u00e8 per s\u00e9 stesso), come lo stare con gli amici<br>per lo stare con gli amici (par. 6). Questo inutile soddisfa, \u00e8 libero, rende felici (par. 5) e risulta<br>piacevole (par. 8): \u00e8 Z verde con la freccia su di s\u00e9.<br>2- Poi ci sono cose o azioni che non sono fini a s\u00e9 stesse e queste possono:<br>2.1. Non essere un fine e avere un fine a s\u00e9 stesso (inutile in senso pieno:1): \u00e8 una cosa utile in<br>senso pieno, come usare un coltello per mangiare carne per bere del buon vino per stare con<br>gli amici. Solo questo utile ha senso (par. 9)<br>2.2. Non essere un fine e non avere un fine inutile in senso pieno. \u00c8 l\u2019utile senza senso e si<br>hanno tre casi:<br>a- una serie di cose utili senza fine: lo studio per il lavoro, per il guadagno ecc&#8230; (par 2)<br>b- una serie di cose utile che si chiude su se stessa: studiare per lavorare per guadagnare<br>(sempre pi\u00f9) per lavorare (par 3-4)<br>c- Una serie che ha un fine non a se stesso (spreco): alzare la gamba per spostarsi (par.7).<br>2.3. Essere un fine, ma non a se stesso: \u00e8 <em>l\u2019inutile senza senso<\/em> inteso come spreco: ad esempio<br>lo spostarsi.[11]<br>F- Accidenti, complimenti, non avrei saputo dire meglio!<br>L- Per\u00f2 ho ancora un dubbio: Questo discorso sull\u2019inutile come fine a se stesso non vale solo per lo<br>stare con gli amici. Anche pianificare un viaggio in montagna pu\u00f2 servire a un inutile fine a s\u00e9<br>stesso.<br>F- Ovvero?<br>L- Ad esempio, da casa mia in montagna apparecchio la tavola (A) per mangiare una bella colazione<br>(B) e avere energie per scalare fino al Monte Cimone (C) e vedere cos\u00ec lo splendido il panorama<br>(Z in verde): vedere il panorama respirando l\u2019aria di montagna (Z verde) \u00e8 un\u2019esperienza piacevole<br>(il giallo che rende verde Z blu) e viceversa questo piacere lo provi solo in quel modo. Inoltre<br>vedere questo panorama mi rende felice e mi piace allo stesso tempo. Per questo non vorrei che<br>finisse mai: quindi non serve ad altro che a s\u00e9 stesso per cui \u00e8 fine a s\u00e9 stesso.<br>F- Ottimo! Benvenuto nel mondo della filosofia!<br>L- E che c\u2019entra la filosofia.<br>F- Ma vedi, ci possono essere molte azioni che se fatte in quel modo che descrivi sono fine a s\u00e9 stesse:<br>guardare un bel paesaggio, vedere un\u2019opera d\u2019arte, leggere un racconto o una poesia[12], giocare a<br>un coinvolgente gioco [13], e anche&#8230; filosofare!<br>L- In che senso?<br>F- Vedi, la filosofia ha esattamente questa struttura: si comprano libri (cos\u00ec come si preparano cibi)<br>per leggerli (cosi come si scala) e quindi studiarli facendosi degli appunti (C) perch\u00e9 questo serve<br>proprio per capire (Z verde) qualcosa di bello che fa un gran piacere (il giallo in Z in blu) al cuore<br>e alla mente che si pu\u00f2 provare solo filosofando e che tanto ti soddisfa che mentre lo fai non<br>vorresti altro che farlo. Per questo, come ti dicevo all\u2019inizio, il filosofare cos\u00ec come lo stare con<br>gli amici o il vedere una cosa bella, non serve, \u00e8 inutile \u00e8 fine a s\u00e9 stesso, libero e gratuito.<br>L- Ah adesso ho capito dove volevi arrivare! Va bene, sei stato bravo; per\u00f2 resta il fatto che tutto<br>questo discorso, anche se mi \u00e8 piaciuto, non serve proprio a nulla.<br>F- Perfetto: era proprio quello che stavamo cercando!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Note:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>[1] La tematica del paragrafo \u00e8 analizzata anche nel saggio di Giuseppe Barzaghi in questo volume.<br>[2] In questa terminologia un \u201cservo inutile\u201d risulta essere espressione problematica, su cui indaga Bennati nel presente volume.<br>[3] Nel suo saggio Giovanna Caselgrandi mostra ad esempio che una mappa medievale \u00e8 inutile per orientarsi ma utile per conoscere la storia del creato.<br>[4] \u00c8 questa la tipica &#8220;sensazione di inutilit\u00e0 di ogni azione; [perch\u00e9] le cose pi\u00f9 importanti si svolgono altrove\u201d (cfr.<br>Herzog,2018). <br>[5] Sul tema si veda anche l\u2019articolo di Giovanni Cavazzuti in questo volume. <br>[6] Cfr. Caponera 2017, p. 72 sgg. In questo saggio l\u2019autore distingue il dono-spreco di Bataille dal dono-inutile: tuttavia a mio avviso non focalizza adeguatamente quanto il \u201cvero\u201d inutile sia fine a s\u00e9 stesso (cfr. supra).<br>[7] Sulla portata economicamente anti-utilitaristica dell\u2019inutile si veda Luffarelli 2020. In questo senso sul piano religioso, si pu\u00f2 dire che il sacrificio di Cristo sulla Croce \u00e8 sommamente inutile, in quanto fatto senza nessun tornaconto: cfr. Ruggieri \u2013 Orfei\u2013 Stame \u2013 Piana 1982 pp. 9-43; Prestini 2021, p. 28 (poesia intitolata \u201cInutile\u201d).<br>[8] Come esempio di questo tipo di inutilit\u00e0 si potrebbe citare anche la ghiandola pineale e il comportamento di Bartleby lo scrivano, esaminati rispettivamente da Enrico Ghidoni e Andrea Piras in questo volume.  <br>[9] Sull\u2019inutile inteso come spreco e dispendio si legga la profonda riflessione di Bataille contenuta in: Bataille 2015 e 2000. L\u2019inutile-spreco si avvicina al concetto di lusso (Bataille 2015, p. 65) che Paquot identifica l\u2019esperienza utile che produce qualcosa di inutile (cfr. Paquot 2017 in particolare il finale del capitolo \u201cUtilit\u00e0 dell\u2019inutile\u201d). <br>[10] Proporre l\u2019inutile perch\u00e9 produce cose utili \u00e8 tradire profondamente il senso dell\u2019inutilit\u00e0 e esporsi a una palese<br>contraddizione. Su questo errore si legga il pur interessante saggio di Abraham Flexer \u201cL\u2019inutilit\u00e0 del sapere inutile\u201d<br>(contenuto in Nuccio Ordine, L&#8217;utilit\u00e0 dell&#8217;inutile: Manifesto, Bompiani, Edizione del Kindle, 2013 (traduzione italiana<br>rivista e accresciuta di L\u2019utilit\u00e9 de l\u2019inutile, Paris, Les Belles Lettres, 2013), pp. 231-261, in cui si vuol dimostrare il<br>valore delle discipline inutili in base alle cose utili che hanno prodotto. <br>[11] Questa impostazione ricalca distinzioni gi\u00e0 presenti nella prospettiva aristotelico-tomista [Aristotele, Metafisica, libro IX c. 6; Etica Nic. Lib. I c. 1, 1094 a 1-5; cfr. Tommaso d\u2019Aquino, In I Ethic., lect. i n. 13; In IX Metaph. lect. viii n. 1862-5.] secondo<br>la quale le azioni venivano qualificate come:<br>1) Perfette (= \u201cattivit\u00e0\u201d): sono quelle azioni che sono anche fini per cui hanno come fine s\u00e9 stesse, e dunque per queste non si pu\u00f2 parlare di un termine di arresto, ma nello stesso tempo in cui si agisce, si patisce: \u201cnello stesso tempo uno vede [agire] e ha visto [patire], pensa e ha pensato, [capisce e ha capito], vive e ha vissuto\u201d (Ibid.). Ecco perch\u00e8 Aristotele poteva affermare che nel primo motore immobile, che \u00e8 pensiero di pensiero, vi \u00e8 attivit\u00e0 senza moto [Et. Nic. VII, c. 14 1154b 27). Da notare che anche la felicit\u00e0 o \u201cbeatitudo\u201d \u00e8 un\u2019attivit\u00e0, ovvero ha come fine s\u00e9 stessa: \u201cLa felicit\u00e0 \u00e8 dunque un\u2019attivit\u00e0 dell\u2019anima conforme a una virt\u00f9 perfetta\u201d [Et. Nic. c. 13]; \u201cla beatitudine dell\u2019uomo \u00e8 un\u2019operazione. La beatitudine \u00e8 infatti l\u2019ultima perfezione dell\u2019uomo [&#8230; ] e l\u2019operazione \u00e8 l\u2019ultimo atto dell\u2019operante; per questo \u00e8 nominato \u2018atto secondo\u2019 \u201d [Tommaso d\u2019Aquino, S. Th. I-II q. 3 a. 2]).<br>2) Imperfette (= \u201cmovimenti\u201d): sono le azioni che non sono fini:<br>2.1) alcune hanno un fine e quindi c\u2019\u00e8 un termine (= fine) esterno all\u2019azione, raggiunto il quale l\u2019azione cessa. Ne<br>sono classici esempi il costruire, l\u2019andare, il dimagrire, l\u2019imparare e il guarire. Infatti non \u00e8 nelle stesso tempo<br>che si guarisce e si \u00e8 guariti, si va e si \u00e8 andati si impara e si ha imparato (Cfr. Metaf. IX c. 6 1048b 24 sgg.). Da<br>notare che l\u2019 \u201capprendere\u201d, pur essendo un agire e non un produrre, \u00e8 nondimeno un\u2019azione imperfetta).<br>2.2) altre non hanno un fine verso il quale si muovono: ad esempio il desiderio del piacere (Et. Nic. III c. 12),<br>l\u2019acquisizione infinita del denaro (Politica I c. 9), a cui si potrebbe aggiungere lo studio per il lavoro per&#8230;<br>[par. 2], lo studio per il lavoro per lo studio [par. 3] o lo studio per la crescita&#8230; [par.4].<br>L\u2019inutile come spreco (2.3), ovvero come non fine a s\u00e9 stesso e azione senza senso non sembra rientrare in queste<br>distinzioni.<br>[12] Sull\u2019inutilit\u00e0 nella letteratura si veda il saggio di Silvia Corradini nel presente volume. <br> un coinvolgente gioco13, e anche&#8230; filosofare!<br>[13] Sul delicato tema del gioco come attivit\u00e0 inutile si legga il paragrafo 7 del Saggio di Cerrigone qui pubblicato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Ha senso solo ci\u00f2 che serve, oppure no? L- Ciao, come va?F- Abbastanza bene. E tu come stai?L- Bene, in questo periodo c\u2019\u00e8 un sacco di lavoro da fare! 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