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Il Diario di Gothra – 13

Tempo di lettura: 6 minuti

Oggi sono rimasto piacevolmente sorpreso. È stato davvero … bello, interessante se vogliamo. Sì, è tanto che non ci sentiamo, sono stato un po’ impegnato in questo periodo e, se devo dirla tutta, lo sono ancora. Sono capitate molte cose interessanti, ma in alcuni casi conviene aspettare, perché è più facile razionalizzare gli avvenimenti della vita, quando sono … finiti, ecco. Però questo, oooh, questo è troppo bello e, nonostante la situazione, te lo devo dire o giuro che mi saltano i capelli.

Allora, pochi giorni fa sono andato a casa di un mercante, fuori dal centro, il Cuore, della città. Oh, non ti fare illusioni, ci vado poco dove abitano i non-Fondatori, ma questo mercante, Sole Ibnur, voleva trattare con me un carico di spigole, ma non solo per una volta. Voleva comprarmi il 10 venunesimi della produzione di vino per i prossimi 4 anni. Te l’ho detto, era un’occasione troppo ghiotta. La cosa interessante, però, non era l’affare. Mentre andavo da lui in lettiga ho fatto un giro per il quartiere dove abita, il Piccolo Mondo (uno dei più ricchi dei non-Fondatori). Bel posto: piante ben curate, strade pulite, ma le ho guardate poco. La mia attenzione era più sulla gente. E le sorprese non sono mancate. 

Ad esempio, è noto che tra loro maschi e femmine non si vestono allo stesso modo, che siano mendicanti o mercanti. Almeno nel Piccolo Mondo. Non so quante volte sia saltato fuori come discorso nei banchetti a cui ho partecipato; i più puri (quasi sempre uomini) non so quanto tempo perdano a condannare la cosa come “simbolo della bassa condizione della donna presso di loro”. Insomma, che sono cavernicoli. 

Beh, girando nelle loro strade ho visto che non è proprio così. Sai com’è, si vede molto allungando il mio naso oltre la tenda che copre la finestra della propria lettiga. Innanzitutto la distinzione tra maschi e femmine è più ampia, dato che non è solo nel vestire ma si estende anche al mondo del lavoro. Le donne sono sempre insieme a dei bambini. Sì, hanno costantemente uno stormo di pupi attorno (farebbero invidia a mia nonna). Ciascuna di loro gira con degli ampi veli colorati che ricadono sul petto e sulla schiena fino all’altezza della vita. Girano a fronte scoperta, occhi impastati da trucco. 

Tendenzialmente le ho viste intente a fare delle compere, di cibo sì ma anche di carattere commerciale. Qualcuna comprava letti per i lavoratori dell’azienda del marito, mentre gli uomini li ho visti più intenti a vendere o fare compiti più di fatica. Questo almeno in pubblico, nel privato sono gli uomini a dirigere gli affari. Inoltre, sembra che questa distinzione si accavalli anche ad un’altra basata invece sull’età. Gli anziani stavano di fronte ai negozi e alle case ad accogliere gli avventurieri, dandogli un fiocco colorato. Senza distinzione di genere. Lo stesso era con i bambini. Tendenzialmente se non giravano a seguito della propria madre, sedevano con gli anziani di fronte alla porta a legare i braccialetti con gli anziani.

Strano. E sai, all’inizio, il tutto mi ha ancora di più convinto di come questi fossero ad uno stadio quasi barbarico. Perchè tutta questa distinzione? Se una donna fosse più brava a vendere che ad acquistare? Che spreco sarebbe? Mi sono però dovuto ricredere.

Ho avuto modo di controllare più attentamente i loro comportamenti, prendendo anche qualche appunto, dato che sono dovuto tornare più volte nello stesso quartiere. Credo che il mercante si sia affezionato alle mie spigole.

E lì, costantemente sbirciavo. Troppo forte era la tentazione. 

Ecco, mi sono reso conto di come la cosa fosse più complessa. Alcune di queste donne vengono sempre fatte passare avanti da alcuni uomini. Non tutte, tendenzialmente sempre le stesse. Penso sia connesso a una cosa che essi chiamano “prestigio” o roba del genere. Una sorta di reputazione pubblica. Sì, lo so, che idiozia. Chissenefrega dell’opinione degli altri! Tuttavia, non posso non notare la meritocrazia della cosa. Se sei bravo con gli altri, gli altri ti stimano. I pregi, poi, non sono da sottovalutare. Si inchinano a te, ti fanno passare. In più, alcuni venditori letteralmente si disperano in lodi, poesie e canti per convincerti a comprare da loro. Penso che sia per il vantaggio economico che comporta l’avere una persona “prestigiosa” che compra da te. Una pubblicità formidabile.

Mi sono salvato alcune frasi che definirei di una poesia brillante. 

“Signora, sul mio capo, sul mio petto, sorrido al sibilo del vento che l’ha portata da me”

“Il suo velo è così virtuoso che mi avvolge il petto”

“Ho visto il sole biancheggiare nei suoi occhi”

“Anche solo un suo sorriso renderà il mio riso più dolce”

Non può essere che le donne siano poste in così bassa considerazione, se questi sono gli atteggiamenti. Avevo una ipotesi sul perché vi sia questa distinzione, ma non ho ancora le prove, te la racconterò. In ogni caso è chiaro che non pare ci sia una distinzione di valore tra uomo-donna, però … non so, non ero convinto. Così ho avuto un’idea per avere una conferma.

Questa mattina sono andato da Ibnur (Sole è il nome) per chiudere un nostro affare. Sono entrato nella sua casa su 3 piani e con un giardino sobrio, ma ben curato, pieno di cespugli sempreverdi disposti verso l’esterno per schermare lo sguardo verso l’alto dei passanti. 

Mi ha accolto, la testa rasata al millimetro, un pizzetto e basette lunghe a scorrergli sulle guance, piene di riccioli con perle al loro interno. Una serie di anelli alla mano (che usava spesso per indicarmi con il mignolo) e uno sbrilluccicare furbetto negli occhi. Maledetto lui … se penso a tutte le volte in cui eravamo partiti con un profitto di 6 ventunesimi e siamo arrivati a malapena 1. Scusa, fuori trama.

Allora, mi sono siedo e, mentre lui stava per iniziare a parlare, ho detto: “No, voglio trattare con tua moglie, in privato”. Sul momento penso di averlo preso un po’ alla sprovvista. Ha sollevato un sopracciglio incuriosito e ha increspato il labbro. Penso che cercasse di capire dove fosse la fregatura. All’improvviso, sorridendo mi ha detto: “Certamente”. Si è alzato dalla sua sedia e si è allontanato dalla terrazza facendo un cenno ad una serva.

La moglie è arrivata con un buon ritardo. Penso che abbia fatto il giro della casa perché è entrata dall’altra parte del giardino. E’ una donna di mezza età, alta, molto alta. Non avete idea. Pelle bronzea. Una spirale blu attorno all’occhio destro che si disperdeva in un disegno di onde lungo tutto la guancia. Le brillavano le sopracciglia di bianco ad imitazione della brina. Il velo era verde, partiva dal mento e accarezzava l’attaccatura dei capelli, solo una piccola punta castana spuntava e un’altra leggermente bianca cercava di scappare sotto, invano. Aveva una bocca grande, un sorriso simpatico.

Non so perchè l’ho fatto. Avevo già dimostrato quello che volevo. Un uomo potente dei non-Fondatori non ha problemi a lasciare sua moglie da solo con un altro uomo. Anzi, le lascia i suoi affari con grande comodità. Però volevo provare qualcosa di … diverso. 

Ho cominciato a parlare come un mercante di loro. Meglio, ovviamente, dato che sono un Fondatore. Ad alcuni potrà apparire barbaro piegarsi ai costumi degli stranieri (anche se residenti da tempo in Gothra), ma era troppo bello provare. Mi sono veramente impegnato, addirittura mi sono messo in ginocchio nell’estasi poetica. IN GINOCCHIO! Se mi avessero visto … 

Almeno sono riuscito a ottenere una chiusura non indifferente dell’affare. Sono riuscito a chiudere con un guadagno netto dei 5 ventunesimi sul carico. Ottimo! Certo che io sono scarso a fare affari, ma o lei è peggio di me o le mie allitterazioni sono state magnifiche. Prima di congedarmi, però, Sole Ibnur ha voluto abbracciarmi (cosa strana, è vista come cosa debole da loro) e io l’ho fatto. Mi ha sussurrato: “Consideralo un regalo”. Penso proprio che sia in riferimento a sua moglie, al fatto che mi abbia fatto una bella concessione in denaro e che lei l’avesse fatto apposta, oppure lui sapeva che lei fosse pessima e si era aspettato una fine del genere. Bah, chi lo sa. 

In ogni caso, è una persona curiosa. Di sicuro tornerò a trattare con lui. Ora però sono in viaggio verso i miei magazzini, ci sono molte cose da aggiustare. Appena avrò inviato il report all’Assemblea scriverò qualcosa a riguardo.

Tutto questo avveniva in Gothra il giorno 52 del Periodo del Gelo, anno 568 del Tempo Ordinario.

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